Comune di Bollengo

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Dati anagrafici

Indirizzo: Piazza Statuto,01 10012 Bollengo TO
Telefono: 0125 57114
Telefono 2: 0125 57401
FAX: 0125 577812
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Sito web: http://www.comune.bollengo.to.it
Sindaco: Duò Carlo
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Telefono Sindaco: 0125 57114 interno 6

Dati statistici

Numero di abitanti: 2078
Altitudine minima: 233
Altitudine massima: 680
Altitudine del Municipio: 255
Latitudine: 45°28'18''48N
Longitudine: 07°56'35''16E
Gradi decimali (latitudine): 45.4731518
Gradi decimali (longitudine): 7.9452401
Locator (WWL): JN35XL
Santo Patrono: Sant'Eusebio
Data festa patronale: 1^ Domenica di Agosto
Nome degli abitanti: Bollenghini
Superficie in Kmq: 14,22

Descrizione

Procedendo lungo la strada che collega Ivrea con il lago di Viverone si costeggia la Serra, collina laterale sinistra dell'anfiteatro morenico eporediese, alle cui pendici sorgono borghi dalle origini antiche; percorsi sei chilometri, superato il sito di Burolo, compare Bollengo il cui territorio comunale si divide equamente fra il colle e il piano.
L'etimologia più plausibile del nome Bollengo è quella che ci viene fornita dal glottologo Serra il quale si rifà alle voci piemontesi boléng e boia, significanti stagno piccolo, laghetto e palude, toponimo giustificato dalle molteplici depressioni e dai bacini lacustri presenti ovunque nell'agro eporediese, ai piedi delle alture moreniche.

Storia

Luogo di confine di due diverse sfere di influenza, Vercelli e Ivrea, il paese di Bollengo, nel medioevo, subì trasformazioni che ne segnarono profondamente la struttura originaria. Nel X secolo il territorio del comune comprendeva tre piccoli centri abitati, probabilmente sorti su nuclei di abitazioni di età romana e, forse, anche più antichi: il capoluogo Bollengo, Paerno e Pessano; all'aprirsi del Duecento, Ivrea, per contenere la politica espansionistica di Vercelli decise di costruire un castello franco - un nucleo difensivo - e di chiamare gli uomini dei preesistenti villaggi ad abitarvi, concedendo loro stato giuridico paritetico ai cittadini eporediesi.
Nel 1250 venne terminata l'edificazione del castello e del ricetto; il complesso, che sorse in un luogo presumibilmente già sede di antiche fortificazioni, venne circondato da mura e divenne un nucleo fortificato di abitazioni stabili. Nonostante i privilegi concessi, tuttavia, gli uomini del capoluogo non aderirono all'invito di spostare le loro dimora nel nuovo borgo; accorsero viceversa quelli di Paerno e di Pessano, villaggi che rimasero abbandonati e che nel tempo decaddero e successivamente scomparvero; fu quello un periodo in cui vennero rimodellate le geografie abitative del luogo.
Delle antiche località di Paerno e di Pessano non rimangono che poche seppur significative vestigia: del primo, una imponente e suggestiva torre campanaria svettante solitaria su un pianoro che si apre fra i boschi della Serra; il campanile apparteneva alla romanica Chiesa di San Martino che venne demolita nel XVIII secolo, per decreto vescovile, essendo in pessime condizioni. Della seconda località, Pessano, resta la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, anch'essa romanica, con il suo campanile.

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